Il “crusco” ambasciatore di cultura e gastronomia del territorio
Se pensi al colore rosso in Calabria non puoi che fare un’associazione quasi naturale con il peperone. Simbolo di una terra che in questa identità alimentare ha ritrovato il suo orgoglio e la sua bandiera gastronomica.
vincenzo Alvaro
Se pensi al colore rosso in Calabria non puoi che fare un’associazione quasi naturale con il peperone. Simbolo di una terra che in questa identità alimentare ha ritrovato il suo orgoglio e la sua bandiera gastronomica. D’estate le “collane” appese ai balconi per farlo essiccare al sole colorano interi quartieri e strade e sono la fotografia autentica del legame di una terra al suo prodotto distintivo. Nel Pollino questo legame è davvero straordinario, indissolubile, perché “il crusco” come lo chiamano è lo street food croccante per eccellenza che quasi fa concorrenza alla patatina in busta. Veracità, gusto, semplicità ma anche tanta tecnica per renderli con il crunch con quel suono inconfondibile che è la chiave di lettura della perfezione della cottura, ancora prima che il palato lo degusti con orgoglio. Un prodotto della terra diventa così uno «strumento fortissimo dal punto di vista socio culturale per promuovere il turismo più lento, quello legato al territorio, alle tradizioni, ma anche alla convivialità e al sapore goliardico». Sono le parole di Michele Barbieri oggi priore della confraternita nata qualche mese fa ad Altomonte e dedicata proprio ai Zafarani cruschi e nella quale ha scelto di stare convintamente anche l’Aic inserendo nella compagine associativa la presidente provinciale Elisabetta Santoianni. In dialetto, “crusco” significa “croccante”: una caratteristica essenziale dei peperoni essiccati, che una volta fritti sprigionano un aroma e un gusto unici. Il termine “zafaràna” deriva invece dall’arabo “za?far?n”, che significa giallo, sebbene il peperone crusco si presenti in una veste di rosso intenso. Oggi le confraternite enogastronomiche svolgono un ruolo cruciale nel rilancio del turismo e nella promozione territoriale, poiché custodiscono e valorizzano le tradizioni locali, trasformandole in un motore di sviluppo sostenibile. La famiglia Barbieri ha colto subito il valore di questo sistema aggregativo e ha lanciato l’idea di valorizzare il territorio attraverso un ambasciatore riconosciuto e riconoscibile come il crusco, del quale sono stati primi animatori gastronomici e culturali. L’agrichef Enzo Barbieri, gran priore della neonata confraternita, è stato fondamentale per la valorizzazione del crusco nelle mille attività in cui parla di Calabria nella sua attività di ristoratore e nelle fiere in cui diventa testimonial di una regione dalle tante gustosità gastronomiche. La confraternita aderisce alla Fice (Federazione italiana circoli enogastronomici) che ha tenuto a battesimo la nuova realtà calabrese convocando in Calabria tanti ospiti arrivati da tutta Italia: dal Magistero dei bruscitti di Busto Arsizio alla Confraternita del gorgonzola di Fara Novarese, dal Museo del bergamotto di Reggio Calabria alla Confraternita del pampascione salentino. Oltre cento i membri di questa esperienza di socialità e promozione territoriale tra i quali figura anche lo stellato Peppe Guida, la cui investitura come socio onorario si è celebrata nella recente edizione del Magliocco Day 2025. La confraternità ha anche aderito all’Associazione ristoranti dell’arte e si prepara ad un tour di otto tappe in altrettanti luoghi del gusto calabresi per esaltare le caratteristiche gastronomiche del prodotto e creare un racconto autentico attraverso una mattonella artistica che servirà per creare aggregazione e interesse verso questo alimento ormai simbolo della Calabria più buona.
