A Laino Borgo tradizione e salvaguardia della biodiversità agricola.
Vincenzo Alvaro
Tradizione e passaggio generazionale, amore per la terra e volontà di tutelare la biodiversità agricola del Pollino. Non è solo una storia di contadini quella che appartiene a Giovanni Donadio, oggi titolare dell’azienda Sapori e saperi di un’arte antica, che insieme alla sorella Cristina nel 2020 decide di prendere in mano i terreni di proprietà della famiglia.

Su quegli appezzamenti, a pochi passi dal fiume Iannello (oggi utilizzato per gli sport acquatici che rappresentano una delle risorse turistiche più attrattive per la valle del Mercure) nell’omonima contrada nel comune di Laino Borgo, per anni si sono succedute le fatiche di generazioni di coltivatori. Prima i suoi nonni Domenico e Filomena, poi i suoi genitori con l’intento particolare di rendere produttiva una terra fertile e generosa che è stata da sempre il caposaldo dello sviluppo agricolo della famiglia Donadio.
Siamo nel cuore del Parco nazionale del Pollino, la realtà protetta più grande d’Italia, nella parte calabrese al confine con la Basilicata. È qui che l’azienda agricola Donadio sviluppa la sua attività basata sulla produzione orticola affiancata ad una piccola realtà di allevamento ovi caprino da carne che pascola su una parte boscata delle proprietà aziendali.

Il destino di Giovanni era segnato sin dall’infanzia. Aveva 13 anni quando iniziava a scorrazzare per i campi apprendendo prima con gli occhi e poi con la manualità (partita quasi per gioco) quello che sarebbe diventato il lavoro del suo futuro da adulto. Una traccia agricola familiare impressa nel Dna che naturalmente lo ha portato ad iscriversi alla scuola di Agraria della vicina Lagonegro e, dopo il diploma, lo ha attirato verso un vivaio regionale nel quale ha fatto ben 11 anni di gavetta.
In questa prima esperienza occupazionale ha potuto consolidare l’arte della coltivazione orticola e della cura delle piante che ha poi affinato con diversi corsi di specializzazione, prima di arrivare a prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia e trasformarla in una grande realtà produttiva.


Il suo sapere si è trasferito nel campo dove ogni giorno coltiva leguminose, ortaggi a fresco, e soprattutto il fagiolo poverello bianco, oggi Presidio Slow Food, della cui storia di recupero e valorizzazione la sua azienda è stata una delle principali attrici sul territorio. Una coltivazione quasi perduta, ma dal grande valore sociale, storico e culturale – oltre che produttivo – che grazie a Slow Food e alla lungimiranza di alcuni sindaci del territorio ha sostenuto la voglia di giovani agricoltori della Valle del Mercure di recuperarle e farla tornare agli splendori di un tempo dando origine alla prima De.Co. intercomunale tra Laino Borgo, Laino Castello e Mormanno, trampolino di lancio per il riconoscimento del movimento con la chiocciola. La passione di Giovanni e della sorella Cristina per la tutela delle varietà autoctone è anche testimoniata dalla coltivazione dell’aglio bianco di Laino Borgo, una produzione che si stava perdendo e che invece caparbiamente la sua azienda produce e trasforma.


Quattro ettari dell’azienda sono destinati al ciclo orticolo, mentre di recente altri due ettari sono stati dedicati al primo impianto di un meleto con 3 varietà rosse e due gialle, che serviranno sia per la produzione di frutta fresca che per la trasformazione del prodotto in succhi e marmellate. «Quella che vivo quotidianamente è una passione, che diventa orgoglio ogni volta che porto in tavola delle persone prodotti sani e genuini, frutto di fatica e impegno legato alle radici della mia famiglia».
Maggiori info sul profilo social: Sapori e saperi di un’arte antica – Agricola Donadio
