Mercosur, Santoianni (AIC): “Intesa si giudica sul campo, adesso rafforzare i controlli e riformare il Codice doganale UE”
«Come Associazione, in questi anni abbiamo mantenuto un approccio pragmatico rispetto agli accordi di libero scambio e, in particolare, rispetto al Mercosur. Con l’approvazione dell’accordo in ambito Coreper ribadiamo l’importanza della sua chiusura ma, allo stesso tempo, ci aspettiamo che in sede europea si accelerino quelle riforme necessarie a tutelare la competitività dei comparti più sensibili».
Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando il passaggio in Coreper relativo alla ratifica dell’Accordo UE–Mercosur.
«Per l’Italia, l’accordo può rappresentare un’opportunità importante per comparti simbolo del Made in Italy – prosegue Santoianni –. Penso, ad esempio, all’olio, al vino, alla pasta e a molte eccellenze lattiero-casearie, che in un contesto di riduzione dei dazi potrebbero trovare maggiori sbocchi, anche grazie alla presenza di una cospicua comunità di italo-discendenti. Lo stesso vale per le Indicazioni Geografiche: l’accordo riconosce e tutela circa 350 IG europee, di cui oltre 50 italiane»
«Tuttavia, non si può ignorare che, ai fini dell’efficacia dell’accordo, sarà decisivo monitorare l’effettiva tenuta delle garanzie per i settori più esposti. Su questo aspetto, accogliamo positivamente il recepimento della proposta del Governo italiano di abbassare al 5% la soglia di attivazione del meccanismo di salvaguardia necessario a sospendere l’accordo in caso di squilibri di mercato», sottolinea Santoianni.
«Come più volte ribadito, gli accordi commerciali si giudicano sul campo, non sulla carta. È lì che l’Unione europea dovrà garantire reale reciprocità, attraverso risposte strutturali: dall’accelerazione della riforma dell’Unione doganale e del quadro normativo del Codice doganale UE al rafforzamento dei controlli alle frontiere, fino alla promozione di progetti concreti di cooperazione agricola e tecnica – soprattutto nei comparti sensibili – orientati a tracciabilità, standard comparabili e sostenibilità delle filiere», conclude il presidente dell’AIC.
