Alluvione: AIC scende in campo a sostegno dei territori colpiti

Roma, 18 feb. 2026 – «Gli effetti della recente alluvione, che ha determinato l’esondazione del fiume Crati con pesanti ripercussioni nella piana della Sibaritide, rendono evidente la necessità di affiancare alle misure emergenziali il ricorso agli strumenti europei, al fine di sostenere interventi mirati alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua, al rafforzamento degli argini e al loro adeguamento alle mutate condizioni idrauliche». Lo dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC).

«La salvaguardia del territorio e dell’ambiente richiede procedure semplificate e strumenti capaci di garantire interventi efficaci e continuità nella manutenzione», prosegue Santoianni.

«La Sibaritide rappresenta una delle aree agricole più importanti della Calabria e dell’intero Mezzogiorno. Nel solo comune di Corigliano-Rossano si concentrano circa 8 mila ettari di agrumeti e oltre 8 mila ettari di oliveti. Un territorio centrale soprattutto per l’agrumicoltura: la Calabria contribuisce infatti per circa due terzi alla produzione nazionale di clementine, una quota rilevante della quale proviene proprio dalla piana sibaritica», aggiunge.

«Di fronte a un’emergenza che ha ferito famiglie, imprese e territori, l’Associazione Italiana Coltivatori, insieme all’Associazione Onlus Matteotti, ha scelto di ripartire insieme alle comunità colpite, promuovendo una raccolta fondi straordinaria per offrire un aiuto concreto ai Comuni della Sibaritide. Le risorse sosterranno il tessuto agricolo locale, con particolare attenzione ai piccoli imprenditori agricoli e ai coltivatori diretti, e gli interventi più urgenti: messa in sicurezza dei territori, assistenza alle persone, beni di prima necessità, ripristino di scuole, strutture sociali e infrastrutture. Perché nei momenti più difficili, ripartire insieme è la forma più autentica di solidarietà», conclude Santoianni.