Modernità, nuove generazioni e sostegno alle comunità
gaetano gullo
Il Vice Presidente della commissione bilancio al Parlamento Europeo ha risposto alle nostre domande sui temi di attualità: dal nuovo bilancio europeo su agricoltura, pesca e fondi di coesione, alla sfida degli eventi climatici estremi, fino al tema del contrasto alla povertà
Onorevole, in qualità di Vice Presidente della Commissione Bilancio al Parlamento Europeo ci può dire a che punto siamo con le trattative e quale equilibrio ritiene necessario tra il finanziamento delle politiche storiche – come la PAC e il FEAMPA – e le nuove esigenze di flessibilità introdotte dalla proposta della Commissione?
Siamo in una fase politicamente decisiva. Il Parlamento sta definendo la propria posizione con la relazione intermedia sul QFP 2028-2034, che sarà la base del confronto con Commissione e Consiglio. Il punto centrale del negoziato riguarda proprio l’equilibrio tra stabilità delle politiche storiche e nuove esigenze di flessibilità. Per quanto riguarda l’agricoltura, la nostra posizione è chiara: non possiamo chiedere agli agricoltori di essere più competitivi, sostenibili e innovativi se riduciamo le risorse della PAC. Un taglio del 20% metterebbe a rischio sviluppo rurale, organizzazioni comuni di mercato e strumenti di gestione del rischio. Alla luce dell’inflazione, mantenere il valore reale degli stanziamenti è una condizione minima di credibilità del bilancio europeo. Lo stesso vale per la pesca, che rischia di non avere più un fondo ad hoc. Come gruppo dei Socialisti e Democratici chiediamo almeno 7,5 miliardi di euro nella Rubrica 1 e 1,5 nella rubrica 3 per un fondo dedicato che garantisca continuità al FEAMPA, senza disperdere le risorse in strumenti orizzontali. Servono dotazioni certe per modernizzazione, decarbonizzazione, ricambio generazionale, equilibrio di genere e sostegno alle comunità costiere e insulari.
In molti territori colpiti, le amministrazioni saranno chiamate a dare priorità agli interventi urgenti di ripristino infrastrutturale, con possibili ripercussioni sull’attuazione del PNRR. Anche come Associazione abbiamo avviato iniziative di solidarietà, tra cui una campagna di raccolta fondi, pur nella consapevolezza che la portata dei danni richiede risposte di sistema. Quale tipo di risposta si attende dalla Commissione europea e quali margini di flessibilità ritiene possano essere riconosciuti in situazioni emergenziali di questa natura?
Nelle scorse settimane ho richiamato con forza l’attenzione sull’impegno dell’UE e dell’Italia a sostegno dei territori colpiti dal ciclone Harry e della comunità di Niscemi. In particolare, in Commissione Bilanci ho chiesto al Commissario Fitto flessibilità sul PNRR per i comuni colpiti, che devono dare priorità alla ricostruzione. In Plenaria a Strasburgo ho sollecitato l’impiego di risorse nazionali immediate, l’attivazione del Fondo di Solidarietà (strumento principale per intervenire in caso di gravi catastrofi naturali), la proroga del Regolamento Restore, una valutazione sulla sospensione della Direttiva Bolkestein e una strategia strutturale di prevenzione.
La solidarietà europea deve tradursi in strumenti concreti, attivati con rapidità, per garantire sicurezza e continuità economica. Di fronte a eventi climatici sempre più estremi, servono prevenzione, investimenti strutturali ed una capacità di risposta immediata. Stiamo valutando con la Commissione europea quali di questi strumenti possono essere perseguibili e attivati in tempi celeri.
Lei ha più volte richiamato, in sede europea, un tema a noi particolarmente caro e che portiamo avanti con continuità anche nei tavoli istituzionali territoriali, ad esempio nell’ambito della Food Policy del Comune di Roma: quello della povertà, in particolare a livello infantile. In che modo ritiene che le istituzioni unionali possano rispondere in maniera efficace a questa sfida e quali dovrebbero essere, a suo avviso, le priorità di una strategia europea realmente efficiente, anche sotto il profilo delle politiche sociali e di protezione?
La povertà, e in particolare quella infantile, rappresenta oggi una delle fratture più profonde all’interno dell’Unione europea. Durante un dibattito in plenaria alla presenza della Commissaria Minzatu e dedicato alla presentazione della Strategia Europea contro la Povertà ho richiamato con forza che le istituzioni europee possono essere efficaci se agiscono su tre direttrici. Primo, definire obiettivi chiari e misurabili, rafforzando strumenti come il Fondo sociale europeo Plus e la Garanzia europea per l’infanzia. Secondo, concentrare le risorse sui territori più fragili, penso alle aree interne, periferie, isole come la Sicilia e la Sardegna, dove la carenza di servizi, ad esempio le mense scolastiche e il tempo pieno, limita le opportunità educative dei bambini e anche l’accesso delle madri al lavoro. Terzo, integrare le politiche europee con quelle locali. L’UE deve aumentare gli investimenti per le politiche sociali nel prossimo quadro finanziario pluriennale, soprattutto nelle aree territoriali più svantaggiate, per ridurre le disuguaglianze esistenti. Spero che la futura strategia di lotta possa servire a questo.
image (©da lupogiuseppe.it)
