Santoianni (AIC): “Morire a 17 anni per il ribaltamento di un trattore è inaccettabile per tutta la società”
Roma, 2 aprile 2025 – “Non possiamo che rimanere profondamente scossi dalla notizia del gravissimo incidente che ha visto la morte di Felice Laveglia morto a soli 17 anni a causa del ribaltamento di un trattore – dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) – e ci uniamo al dolore della famiglia che si troverà ad affrontare una situazione non facile oltre che per l’immenso dolore per la morte di un figlio”.
“Purtroppo, quando si tratta di decessi legati al lavoro agricolo, se non scatta la ‘questione caporalato’, le notizie occupano solo lo spazio di poche righe di cronaca come se fossero incidenti ineluttabili – commenta indignato il Presidente Santoianni – mentre andrebbe dedicato uno spazio più dignitoso ed approfondito per un tema che ci vede in prima linea impegnati nel contrastare gli infortuni in agricoltura”.
“Da decenni – aggiunge Santoianni – con le nostre 35.000 aziende associate alla AIC, promuoviamo una politica fondata sul rafforzamento della formazione in materia di sicurezza sul lavoro e sull’aggiornamento dei mezzi agricoli, sebbene sia evidente a tutti quanto venga ritenuta economia di serie B quella che ci riguarda”.
Stando ai dati INAIL sulle denunce di infortunio aggiornate a dicembre 2024, si è registrata una lieve diminuzione di circa l’1,8% rispetto all’anno precedente, passando da 24.657 denunce nel 2023 a 24.207 nel 2024, come pure sono quasi impercettibilmente calati gli infortuni mortali in questo settore, passando da 107 denunce nel 2023 alle 102 nel 2024.
Raffrontando però la serie storica dei dati INAIL relativa al quinquennio 2018-2022, se nel 2018 erano stati 26.710 gli infortuni riconosciuti, nel 2022 sono stati riconosciuti 20.297 infortuni sul lavoro ma, nel 2024, il dato è ritornato ad aumentare fortemente, mentre per gli incidenti con esito mortale riconosciuti nel 2018 erano 98 scendendo a 74 nel 2022 per risalire, invece vertiginosamente a 107 casi denunciati nel 2023.
“Pertanto – tiene a precisare il Presidente dell’AIC – va ricordato che in ambito agricolo la maggior parte delle imprese è a conduzione familiare, pertanto siamo quindi consapevoli dell’esistenza di un grave fenomeno di sotto-denuncia che nei dati INAIL non potrà mai essere rilevato con certezza”.
“A 17 anni è assolutamente inaccettabile morire sul lavoro per una leggerezza o per la sottovalutazione del rischio nell’uso di mezzi privi delle opportune sicurezze e, soprattutto, senza un’adeguata formazione – sottolinea Santoianni. Oggi il giovanissimo Felice Laveglia avrebbe dovuto essere con la sua famiglia per portare avanti l’impresa agricola ed io che avrei potuto essere suo nonno, non posso che stringermi al dolore dei suoi cari e mettere a disposizione tutto il supporto che l’AIC può offrire affinché possa essere alleviato non solo il loro dolore, ma anche supportarli nell’affrontare tutte le pratiche con l’INAIL alle quali andranno in contro”.
“Come AIC chiediamo che venga avviata una politica di sensibilizzazione e soprattutto di sostegno per i piccoli e piccolissimi imprenditori del mondo agricolo che spesso fanno fatica a gestire le ingenti spese per l’acquisto di mezzi e macchinari come i trattori – conclude Santoianni – ma ricordiamo anche l’importanza di valorizzare le conoscenze e gli studi dei giovani imprenditori agricoli, affinché questo settore trovi maggiore spazio nel mondo della scuola dove, stando ai dati più recenti, solo il 2% degli studenti sotto i 18 anni prosegue gli studi dopo la scuola dell’obbligo. Per questo, dobbiamo stimolare le Istituzioni e il Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché sostengano la formazione e la crescita delle imprese agricole”.
