Agenda 2030, AIC: «La tutela della terra passa da un’agricoltura più sostenibile e capace di futuro»

Santoianni: «Servono investimenti, innovazione e sostegno ai coltivatori per affrontare la crisi climatica e proteggere le risorse naturali»

Roma, 28 ottobre 2026 – Accelerare il percorso verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 significa mettere al centro la tutela della terra, rafforzando il legame tra agricoltura, ambiente e sicurezza alimentare. È questo il messaggio che emerge anche dal Rapporto 2026 dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che segnala i ritardi del Paese e le difficoltà nel raggiungimento di numerosi traguardi entro il 2030.

«La terra è una risorsa fondamentale per il futuro delle comunità e delle imprese agricole. La crisi climatica e il degrado ambientale, con siccità, desertificazione, alluvioni ed eventi estremi, mettono direttamente a rischio la capacità produttiva dei territori e la sicurezza alimentare. Per questo la transizione ecologica deve coinvolgere pienamente l’agricoltura, riconoscendo il ruolo dei coltivatori nella salvaguardia del suolo, dell’acqua e della biodiversità», dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC).

«Occorre passare dalle emergenze a una strategia strutturale – continua Santoianni – sostenendo la ricerca, il risparmio idrico, l’agricoltura di precisione e la riduzione degli sprechi. Allo stesso tempo, dobbiamo rafforzare il ricambio generazionale e valorizzare le imprese che rispettano i diritti del lavoro e l’ambiente. La sostenibilità, infatti, non può essere soltanto un obiettivo ambientale: deve garantire condizioni economiche e sociali che permettano alle aziende agricole di investire e continuare a produrre qualità».

Per AIC, il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 richiede politiche coerenti e strumenti stabili a sostegno della transizione, capaci di coniugare tutela delle risorse naturali, competitività delle imprese e diritto a un’alimentazione accessibile e di qualità. La salvaguardia della terra rappresenta così una responsabilità condivisa e una condizione essenziale per costruire, a livello Paese, un sistema agroalimentare ancora più resiliente e sostenibile.