Maltempo, Santoianni (AIC): “Governo e Regioni chiedano fondi UE per ristori e rafforzino prevenzione e cultura assicurativa”
Roma, 23 gennaio 2026 – «In queste ore contiamo ancora i danni economici e produttivi provocati dall’ennesima ondata di maltempo che ha colpito vaste aree del nostro paese, mettendo in ginocchio il comparto agricolo, agroalimentare e della pesca. Chiediamo al governo nazionale e agli enti locali coinvolti di procedere con l’attivazione di misure straordinarie di sostegno a favore delle imprese agricole e della pesca: ristori economici rapidi, anche con il ricorso ai fondi europei, la sospensione degli oneri contributivi e fiscali, accesso agevolato al credito e interventi strutturali per la messa in sicurezza dei territori».
Lo dichiara Giuseppino Santoianni, presidente dell’AIC, commentando gli eventi climatici estremi che nelle ultime ore hanno colpito numerose aree del Paese, soprattutto al Sud.
«Le conseguenze causate dall’uragano Harry sono pesantissime – afferma Santoianni – per il settore ortofrutticolo le prime stime parlano di perdite non inferiori al 30%, con casi che arrivano fino alla perdita totale della produzione. Aziende che vedono compromesso un intero anno di lavoro, con colture distrutte, serre e impianti danneggiati e costi che rischiano di diventare insostenibili. Pesanti ripercussioni anche per il settore ittico, con diverse marinerie colpite e danni ingenti a imbarcazioni, attrezzature e infrastrutture, e la conseguente paralisi dell’attività produttiva – prosegue – il maltempo ha colpito duramente anche la zootecnia, con numerosi crolli di capannoni».
«Nell’esprimere solidarietà alle comunità e alle imprese coinvolte, non possiamo ignorare che questi fenomeni stanno diventando sempre più frequenti e che, troppo spesso, sono gli agricoltori a pagarne il prezzo più alto, in modo immediato. È necessario dunque lavorare sul lungo periodo con un duplice piano: quello della prevenzione e quello della promozione. Da un lato, potenziare lo sviluppo di servizi di rilevamento dei dati attraverso l’installazione di nuove capannine agrometeorologiche nelle zone maggiormente esposte per supportare in modo concreto le decisioni agronomiche con un ecosistema digitale integrato. Dall’altro lato, è fondamentale investire nel rafforzamento di una cultura assicurativa di prossimità, che promuova con continuità sui territori l’importanza di assicurarsi contro eventi estremi che sappiamo essere sempre più ricorrenti», conclude.
