AIC: “Al Giffoni Film Festival parliamo di sana alimentazione, contraffazione e marchi di origine, sostenendo l’impegno nella ricerca della Fondazione Bambino Gesù”

Salerno,  17 luglio 2025 – Al Giffoni Film Festival dove ha trovato un posto di merito anche il mondo del Food, venerdì 18 luglio, alle ore 19.30, nel Complesso monumentale San Francesco, si terrà un Talk nella categoria Giffoni Food Ambassador, organizzato e promosso dall’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), l’Associazione Terra AIC e AICO (Associazione Italiana Consumer) intitolato “Foodmanji: che cibo mangi?”, per affrontare con i giovanissimi Giffoni i temi della sana alimentazione, della qualità del cibo, della contraffazione alimentare e dell’importanza dei marchi a denominazione di origine.

Condenseranno in 40 minuti informazioni utili per un’alimentazione consapevole e di qualità lanciando spunti di riflessione e disponibili al confronto: il vicepresidente nazionale AIC Donato Scaglione; il Direttore del Dipartimento di prevenzione della ASL Salerno Arcangelo Saggese Tozzi; la direttrice del servizio Sicurezza alimentare e nutrizione Maria Ida Guida; il Dott. Emiliano Rago, Tecnico CAA AIC Salerno; Francesca Tosto, vice presidente di AICO e Felice Scaglione, in rappresentanza di Terra AIC.

L’incontro sarà anche l’occasione per presentare, con l’intervento a distanza di Elisabetta Santoianni, Presidente di AICO e di AIC Cosenza, la campagna di sensibilizzazione “Un filo d’olio, un abbraccio che nutre” la raccolta fondi che l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), per sostenere la ricerca sui disturbi dell’alimentazione che porta avanti la Fondazione Bambino Gesù.

Il programma di Alta Assistenza del Bambino Gesù, prevede accessi in day hospital con pasto assistito, monitoraggio psichiatrico e nutrizionale, psicoterapia di gruppo per genitori e pazienti e incontri di psicoterapia familiare. Con il miglioramento clinico, l’intensità della frequenza si riduce e il trattamento si concentra sul potenziamento delle risorse individuali e genitoriali.

“Tuttavia servono fondi perché questa azione importante a supporto dei giovani che soffrono di disturbi alimentari ha bisogno di poter incidere anche in termini di prevenzione oltre che di risoluzione efficace dei problemi – dichiara Elisabetta Santoianni – e per questo l’AIC diffonderà nelle proprie sedi provinciali, in tutta Italia, le speciali confezioni contenenti olio di oliva evo biologico, realizzate appositamente per questa campagna, e che verranno offerte a fronte di una liberalità minima di 10 euro, per devolvere i ricavi alla Fondazione Bambino Gesù”.

IL FENOMENO DEI DISTURBI ALIMENTARI 
In Italia circa 3,5 milioni di persone, pari al 6% della popolazione, soffrono di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA): il 90% sono donne, anche se sempre più numerosi gli uomini che manifestano questi sintomi e si rivolgono a strutture specializzate (sono il 20% nella fascia di età 12-17 anni).
Un recente studio condotto dall’equipe della Fondazione Bambino Gesù ha messo in luce una preoccupante evoluzione dei disturbi alimentari: dal 2019 al 2024 si registra un incremento del 64% nelle nuove diagnosi, con un abbassamento dell’età di esordio fino agli 8/9 anni.
Negli ultimi anni, inoltre, i pazienti più giovani presentano quadri psicopatologici più gravi, sia per la sintomatologia alimentare che per le caratteristiche psicologiche associate. I nuclei familiari di questi pazienti risultano più sofferenti, con difficoltà comunicative, una maggiore fragilità emotiva e un funzionamento complessivo compromesso.
L’Unità Operativa Semplice di Anoressia Nervosa e Disturbi Alimentari dell’Ospedale segue le linee guida nazionali e internazionali sul trattamento in età evolutiva promuovendo un approccio multidisciplinare e integrato, con il coinvolgimento attivo delle famiglie. 
Dal suo insediamento, la UOS ha visto un incremento del 38% dell’attività clinica e, per far fronte a questa sfida, il trattamento è stato calibrato su diversi livelli di intensità e frequenza, garantendo una presa in carico tempestiva e personalizzata. 

I DATI IN CAMPANIA

Rete assistenziale regionale
La Campania ha attivato una rete territoriale dedicata ai DNA, che include:
– Centri di riferimento regionali a Napoli e Salerno
– Ambulatori e day hospital in tutte le province (Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno)
– Centri diurni e residenze terapeutiche a Salerno e Agropoli

📈 Dati regionali
– La Campania registra circa 600 nuovi casi all’anno, posizionandosi tra le regioni con il più alto numero di diagnosi.
– È stata approvata nel 2024 una legge regionale per la prevenzione e la cura dei DNA, che prevede:
  – Attivazione del “Percorso Lilla” nei Pronto Soccorso
  – Screening scolastici e sportivi
  – Potenziamento dell’Osservatorio epidemiologico regionale 
Professionisti coinvolti:
– Psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, dietisti, educatori, assistenti sociali e medici specialisti.

“Con questo appuntamento gemellato con il GFF, consapevoli che i Disturbi dell’alimentazione e della Nutrizione (DNA) sono malattie psichiatriche complesse, influenzate da fattori biologici, psicologici, familiari e socioculturali e considerando l’media di insorgenza dell’anoressia intorno ai 16 anni, con picchi a 14 e 19 anni, intendiamo raggiungere i ragazzi e invitarli a conoscere pericoli e fake news sull’alimentazione, imparando a comprendere i campanelli di allerte prima che diventino vere e proprie patologie”, conclude il Vicepresidente nazionale AIC, Donato Scaglione.