25 aprile, AIC: “Tenere viva la memoria per rafforzare la coscienza collettiva di pace e giustizia”
Roma, 24 aprile 2026 – In occasione dell’Anniversario della Liberazione d’Italia, l’Associazione Italiana Coltivatori rinnova il proprio impegno nel custodire e trasmettere i valori fondanti della libertà, della democrazia e della pace.
«Il 25 aprile celebriamo la libertà, una libertà conquistata anche grazie al mondo rurale» dichiara il Presidente nazionale Giuseppino Santoianni. «Molti contadini parteciparono attivamente alla Resistenza: uomini e donne che, tra i campi, nascondevano i partigiani, offrivano rifugio, cibo e speranza, contribuendo in modo determinante alla lotta contro il nazifascismo».
Una ricorrenza che rappresenta un patrimonio collettivo dell’Italia democratica, nata dalla scelta coraggiosa di chi ha lottato per restituire al Paese dignità e diritti.
«L’agricoltura dei coltivatori è lavoro e terra, ma anche solidarietà e coraggio. Oggi ricordiamo quanti hanno coltivato il futuro, con le mani sporche di terra e il cuore pieno di libertà, penso ad esempio alla tragica storia dei sette fratelli Cervi in Emilia-Romagna».
A distanza di ottant’anni, i valori della Liberazione restano quanto mai attuali. «Libertà, democrazia e diritti sono principi da custodire ogni giorno – prosegue Santoianni – con il venir meno dei testimoni diretti, cresce la responsabilità di trasmettere alle giovani generazioni il significato profondo della Resistenza e della nascita della Repubblica. Tenere viva la memoria è un dovere verso il futuro, affinché le tragedie del passato non si ripetano e si rafforzi una coscienza collettiva fondata sulla pace e sulla giustizia».
Il pensiero dell’AIC va anche alle crisi internazionali in corso. «Ricordare la Liberazione significa rinnovare l’impegno per la pace, dentro e fuori i confini europei e ribadire il valore universale dei diritti umani, come ci ricorda costantemente dall’inizio del suo pontificato Papa Leone XIV. Oggi più che mai è necessario seminare dialogo e solidarietà» conclude Santoianni.
Il 25 aprile resta una sfida continua: custodire le fondamenta della democrazia italiana e continuare a edificarvi sopra una società più giusta, inclusiva ed egualitaria, nel solco degli ideali che hanno dato vita alla Liberazione.