G20 e FAO: Agricoltori e sostenibilità baluardi contro fame e migrazioni forzate. Il focus di AIC

Il settore agricolo è considerato sempre di più come uno strumento fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo “Fame Zero” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’Italia detiene quest’anno – in un momento cruciale per le politiche di rilancio economico e sociale mondiale – la presidenza del G20. In virtù di questo ruolo nell’ultimo bimestre si sono tenuti nel nostro Paese incontri di alto livello concentrati sulla necessità di politiche comuni per raggiungere uno sviluppo sostenibile.

La “Dichiarazione di Matera” ammette i ritardi e rilancia sulla sicurezza alimentare

Uno degli incontri più significativi è stato quello dei 50 ministri degli Esteri e dello Sviluppo del G20 tenutosi il 29 giugno a Matera e conclusosi con la Dichiarazione di Matera, che riconferma l’obiettivo Fame Zero entro il 2030  puntando su tre pilastri: persone, pianeta e prosperità. La Dichiarazione non nasconde però che non siamo sulla buona strada per raggiungere tale obiettivo e porre così fine a denutrizione e malnutrizione in tutte le sue forme, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030. Al contrario, se il trend attuale prosegue, il numero di persone colpite dalla fame supererà gli 840 milioni entro il 2030. Per di più queste cifre non tengono conto del bilancio della pandemia di Covid-19 che probabilmente aggiungerà più di 100 milioni di persone al numero totale dei denutriti nel mondo. Ciò accade perché in molti hanno perso il lavoro e con esso il reddito, con conseguenze sulla loro sicurezza alimentare. Questo ha esacerbato le molteplici crisi e gli ostacoli strutturali soprattutto nei paesi in via di sviluppo e sottosviluppati con effetti peggiorativi su tutte le persone, in particolare sulle donne di tutto il mondo. Nella Dichiarazione di Matera si afferma che servono politiche nuove e innovative e investimenti responsabili in agricoltura, sviluppo territoriale e sistemi di gestione sostenibile di cibo, suolo e acqua, così si rafforza la resilienza e si prevengono crisi future. Tali politiche, l’assistenza tecnica e lo sviluppo di capacità e investimenti devono poter creare nuove opportunità di lavoro dignitoso e imprenditorialità agricola per donne e giovani, sostenendone il rafforzamento come partecipanti attivi e leader a tutti i livelli dei sistemi e delle istituzioni alimentari. Le politiche economiche e finanziarie comuni dovrebbero riguardare anche il finanziamento delle piccole e medie imprese agricole e della pesca. I paesi membri del G20 si sono impegnati a concentrare le proprie politiche legate al settore agricolo nel sostegno agli investimenti in tecnologie innovative e all’adattamento di semi e piante ai cambiamenti climatici. [1]

Il Pre-Summit FAO “Food Systems 2021” per lo sviluppo sostenibile

“I governi devono reindirizzare le proprie energie e i propri investimenti verso le zone rurali. Il settore agricolo è la soluzione per sconfiggere la povertà e la sottoalimentazione, riducendo al tempo stesso le migrazioni forzate”, ha sottolineato QU Dongyu, Direttore Generale della FAO [2]. Questo messaggio è emerso in modo particolarmente chiaro durante il Pre-Summit della FAO – in collaborazione con il governo italiano – sui Sistemi Alimentari (“Food Systems Summit 2021”) che si è svolto a Roma dal 26 al 28 luglio 2021.  L’appello centrale del Pre-Summit verso il mondo intero è lavorare insieme per trasformare il modo in cui si produce, si consuma e si pensa al cibo. “Vogliamo affrontare la questione della sicurezza alimentare all’interno della nostra ampia agenda di Presidenza del G20. Insieme alle Nazioni Unite e alle sue agenzie con sede a Roma, l’Italia si impegnerà insieme ai partner per promuovere una migliore agricoltura, catene del valore sostenibili e stili di vita sani. Mi aspetto che tutti si uniscano a noi in uno sforzo globale per proteggere l’ambiente con azioni significative”, ha affermato il Primo Ministro italiano Mario Draghi. [3]

Intanto secondo il rapporto più recente di FAO e WFP gli effetti della pandemia stanno allargando il divario tra i paesi industrializzati – che tornano a crescere grazie alle iniezioni di sostegno pubblico (come il Recovery Plan europeo) – e le aree fragili del pianeta. L’AIC dedicherà un articolo di approfondimento proprio a questo rapporto e alle emergenze agroalimentari globali a cui ci pone di fronte.

Il G20 dell’Agricoltura 2021

A settembre arriva un’altra tappa internazionale del G20 che si occuperà dell’approccio futuro dei paesi membri sull’agricoltura: il 17 e 18 a Firenze si terrà il G20 dei Ministri dell’Agricoltura [4] . L’obiettivo è ripensare la cooperazione tra i paesi membri alla luce delle sfide poste dal Covid-19 e dare concretezza agli impegni presi in ambito multilaterale. La Presidenza Italiana del G20 promuove tre macro priorità legate al mondo agricolo:
1. Sostenibilità e resilienza dei sistemi agroalimentari;
2. Il contributo del G20 all’agricoltura in paesi che non raggiungono l’obiettivo Fame Zero;
3. Il contributo del G20 al dibattito preparatorio del Food Summit organizzato dalle Nazioni Unite.