La pizza: tradizione, cultura e numeri di un simbolo del bel Paese da promuovere
Un approfondimento sulla pizza, simbolo della tradizione gastronomica italiana, tra celebrazioni, riconoscimenti UNESCO e rilevanza economica.
In Italia e nel resto del mondo, il 17 gennaio, la pizza viene celebrata da ristoranti e pizzerie come uno dei piatti più amati di sempre.
L’iniziativa nasce nel 1984, quando un gruppo di pizzaioli napoletani decise di dedicare una giornata alla pizza per promuoverla come simbolo della cultura e della cucina italiana. Un piatto semplice, ma capace di conquistare tutti.
Questa celebrazione, seppur distinta, ha delle connessioni con il riconoscimento ottenuto dall’UNESCO. Il 7 dicembre 2017, infatti, l’UNESCO ha inserito “L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano” nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Un riconoscimento importante, che valorizza un mestiere fatto di esperienza, manualità, passione e creatività. Fare la pizza non significa solo cucinare, ma portare avanti una tradizione fatta di gesti, conoscenze e condivisione. L’arte del pizzaiolo napoletano segue passaggi ben precisi: dalla preparazione dell’impasto alla cottura nel forno a legna, con i movimenti tipici che rendono unica questa lavorazione.
Oggi la Giornata della Pizza è ancora una ricorrenza nata spontaneamente. Per questo si parla della necessità di istituire un vero World Pizza Day, riconosciuto ufficialmente a livello nazionale e internazionale.
La pizza ha una storia molto antica ed è uno dei simboli più conosciuti dell’Italia. È presente sulle tavole di tutto il mondo e rappresenta creatività, tradizione e convivialità. Ma prima di arrivare nel forno, la pizza nasce dalla terra. Ogni pizza è il risultato del lavoro agricolo: dalla coltivazione del grano, dei pomodori e degli altri ingredienti, fino alla loro trasformazione. Raccontare la pizza partendo dall’agricoltura significa valorizzare il lavoro di chi produce le materie prime e rendere visibile un percorso che spesso resta nascosto.
I numeri confermano il successo di questo prodotto: oggi il settore della pizza vale circa 15 miliardi di euro l’anno solo in Italia. Il dato è stato presentato in occasione del World Pizza Day, durante un incontro al CNR di Roma, dove sono stati illustrati i risultati del primo anno di attività dell’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana dell’Università di Napoli Parthenope.
Il settore conta oltre 50.000 pizzerie, più di 300.000 addetti e circa 8 milioni di pizze sfornate ogni giorno. Dall’analisi emerge anche una differenza nei prezzi della pizza Margherita: il costo medio nazionale è di 7,04 euro, ma varia sul territorio. A Napoli il prezzo medio è di 6,74 euro, nel Sud 6,72 euro, al Centro 7,46 euro e al Nord 7,66 euro.
È stato inoltre calcolato l’Indice della Pizza Napoletana Margherita (IPNM), che confronta i prezzi con quello di Napoli. L’indice è pari a 99,68 al Sud, 110,63 al Centro e 113,70 al Nord. Gli esperti sottolineano che, nonostante l’aumento dei costi degli ingredienti, in particolare mozzarella e olio, il prezzo della pizza Margherita è cresciuto solo di poco, confermando la pizza come un alimento accessibile e simbolo di una cucina per tutti.
