Il governo rafforza il sostegno alla filiera del vino: prodotto strategico e non rimpiazzabile

ROMA, 5 agosto – Durante il Tavolo del Vino svoltosi ieri a Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’importanza strategica della filiera vitivinicola, definendola un’eccellenza non sostituibile. La premier Giorgia Meloni ha sottolineato come alcuni prodotti italiani “difficilmente possono essere rimpiazzati da produzioni nazionali” e ha annunciato iniziative volte a tutelare il settore, sia a livello interno che nei mercati internazionali.

Il governo si impegna, nell’ambito degli accordi commerciali internazionali, a perseguire l’obiettivo di “dazi zero” per il comparto vitivinicolo. Una posizione che si accompagna a una campagna istituzionale per incentivare il consumo interno responsabile, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

Il ministro del Masaf, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato il valore economico del settore: “Il governo intende continuare a sostenere in maniera concreta un settore fondamentale per l’economia italiana. L’Italia è leader mondiale nella produzione di vino e ha raggiunto nel 2024 la cifra record di 8,1 miliardi di euro nell’export, con un incremento del 5,5% rispetto al 2023”.

Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha aggiunto che il governo è “determinato a difendere le nostre eccellenze a fianco dei produttori” e ha ricordato lo stanziamento di un miliardo di euro con il programma #ColtivaItali, volto a rafforzare l’autonomia produttiva del comparto agroalimentare.

All’incontro hanno partecipato, oltre alla premier Meloni e al ministro Lollobrigida, anche il ministro del MIMIT Adolfo Urso, il sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di ICE Matteo Zoppas.

Il tavolo ha avuto l’obiettivo di ascoltare le istanze della filiera del vino e affrontare le sfide del settore, tra cui la pressione dei dazi statunitensi e le narrazioni che tendono a criminalizzare il consumo di vino, spesso confuso con l’abuso.