Donne in agricoltura: protagoniste nei campi, ancora poche nei luoghi decisionali
In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Associazione Italiana Coltivatori (AIC) propone un approfondimento sul ruolo delle donne nel sistema agricolo italiano ed europeo, con l’obiettivo di offrire una fotografia aggiornata del loro contributo al settore primario e del divario che ancora persiste nella rappresentanza istituzionale.
Marco mabritto
L’agricoltura è oggi uno dei settori in cui la presenza femminile è sempre più significativa sia dal punto di vista imprenditoriale sia sotto il profilo occupazionale. Tuttavia, questa presenza non trova ancora un corrispondente equilibrio nei luoghi in cui si definiscono le politiche agricole e le strategie di sviluppo del settore.
La presenza delle donne nell’agricoltura italiana
Nel sistema agricolo italiano la partecipazione femminile è ampia e articolata.
Le imprenditrici agricole sono circa 366 mila, pari a oltre il 31,5% del totale delle aziende agricole, mentre le lavoratrici dipendenti superano le 470 mila unità, rappresentando circa il 32% della manodopera complessiva del settore.
A queste si aggiungono numerose professioniste impegnate nel supporto tecnico e scientifico al settore, nella trasformazione agroalimentare e nella somministrazione dei prodotti alimentari, contribuendo alla costruzione di un sistema agroalimentare complesso e integrato.
Le imprese guidate da donne si distinguono sempre più per modelli imprenditoriali caratterizzati da multifunzionalità, innovazione e integrazione con il territorio. Le imprenditrici agricole sono spesso protagoniste di attività che ampliano le funzioni tradizionali dell’agricoltura, dalla gestione dei farmers market agli agriturismi, dagli agriasili ai percorsi esperienziali legati a oleoturismo ed enoturismo, fino alle iniziative che rafforzano la responsabilità sociale delle imprese agricole nelle comunità locali.
Questo contributo dimostra come il ruolo delle donne sia sempre più rilevante non solo nella produzione agricola, ma anche nello sviluppo di sistemi alimentari più sostenibili, resilienti e radicati nei territori.
La rappresentanza femminile nella governance agricola europea
Nonostante il crescente contributo femminile nel settore, la rappresentanza delle donne nei luoghi decisionali della politica agricola resta ancora limitata.
Un primo indicatore riguarda il livello europeo. Nella legislatura 2024-2029, la Commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo (COMAGRI) è composta da 48 membri titolari, di cui 16 donne, pari a circa il 32% del totale.
Si tratta di una presenza significativa ma ancora lontana da una piena parità di genere in uno degli organismi più importanti per la definizione delle politiche agricole europee.
La rappresentanza femminile nel Parlamento italiano
Anche a livello nazionale la presenza delle donne nelle commissioni parlamentari che si occupano di agricoltura mostra segnali di crescita, ma resta ancora inferiore alla partecipazione femminile effettiva nel settore agricolo.
Nella XIX Legislatura, la XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati presieduta dal deputato Mirco Carloni, è composta da 27 membri, di cui 11 donne, pari a circa il 40% del totale.
Al Senato della Repubblica, invece, le competenze agricole sono attribuite alla IX Commissione permanente (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), presieduta dal senatore Luca De Carlo. In questo caso la presenza femminile è pari a 6 senatrici su 20 componenti, circa il 30% del totale.
Nel complesso, il Parlamento italiano mostra una presenza femminile relativamente più equilibrata rispetto ad altri livelli istituzionali, pur rimanendo al di sotto di una piena parità.
Il gender representative gap nelle regioni italiane
L’analisi di AIC sui dati pubblicati nei siti istituzionali delle singole regioni evidenzia come la presenza femminile nelle commissioni regionali che si occupano di agricoltura sia ancora limitata, con forti differenze territoriali.
Ecco i dati regione per regione (in ordine alfabetico):
| Regione | Componenti totali | Componenti donne | % donne | Presidente donna |
|---|---|---|---|---|
| Abruzzo | 15 | 4 | 26% | No |
| Basilicata | 10 | 1 | 10% | No |
| Calabria | 6 | 4 | 66% | Sì |
| Campania | 15 | 1 | 6% | No |
| Emilia-Romagna | 24 | 8 | 33% | No |
| Friuli Venezia Giulia | 19 | 4 | 21% | No |
| Lazio | 10 | 2 | 20% | No |
| Liguria | 19 | 3 | 15% | No |
| Lombardia | 33 | 10 | 30% | No |
| Marche | 11 | 4 | 36% | No |
| Molise | 6 | 1 | 16% | No |
| Piemonte | 39 | 17 | 43% | No |
| Puglia | 13 | 3 | 23% | No |
| Sardegna | 9 | 0 | 0% | No |
| Sicilia | 13 | 1 | 7% | No |
| Toscana | 9 | 4 | 44% | Sì |
| Trentino-Alto Adige | 12 | 6 | 50% | Sì |
| Umbria | 8 | 2 | 25% | Sì |
| Valle d’Aosta | 7 | 3 | 42% | No |
| Veneto | 18 | 4 | 22% | No |
Secondo l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il Goal 5 – Parità di genere stabilisce, tra gli altri target, che entro il 2026 almeno il 40% dei membri dei consigli e delle commissioni decisionali sia donna (Target 5.5: piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli).
Oggi, però, solo poche regioni raggiungono o superano il traguardo del 40% di rappresentanza femminile previsto dal Target 5.5 dell’Agenda 2030. Le regioni più virtuose nell’ambito agricolo sono Calabria (66%), Trentino-Alto Adige (50%), Toscana (44%), Piemonte (43%) e Valle d’Aosta (42%). All’estremo opposto, invece, si registrano valori estremamente bassi: Sardegna (0%), Campania (6%) e Sicilia (7%).
In alcune regioni (Calabria, Toscana, Trentino-Alto Adige e Umbria) la presidenza della commissione che si occupa di agricoltura è affidata a una donna, un segnale positivo di apertura alla leadership femminile, che tuttavia non compensa le ampie disparità ancora presenti a livello nazionale.
Dai campi ai luoghi delle decisioni
Le donne rappresentano oggi una componente fondamentale del sistema agricolo italiano: contribuiscono alla gestione delle imprese, allo sviluppo delle filiere agroalimentari, alla valorizzazione dei territori e alla costruzione di modelli agricoli innovativi e multifunzionali.
La sfida dei prossimi anni sarà quella di ridurre il divario tra presenza reale e rappresentanza istituzionale, affinché il contributo delle donne possa esprimersi pienamente anche nei luoghi in cui si definiscono le politiche agricole.
Promuovere una maggiore partecipazione femminile nei processi decisionali significa non solo rafforzare l’equità di genere, ma anche migliorare la qualità delle politiche agricole e la capacità del settore di affrontare le grandi sfide della sostenibilità, della sicurezza alimentare e dello sviluppo delle aree rurali, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Fonte:
- Parlamento Europeo – COMAGRI
- Senato della Repubblica – IX Commissione permanente
- Camera dei Deputati – XIII Commissione
- Abruzzo – III Commissione
- Basilicata – III Commissione
- Calabria – VI Commissione
- Campania – VIII Commissione
- Emilia-Romagna – II Commissione
- Friuli Venezia Giulia – II Commissione
- Lazio – VIII Commissione
- Liguria – III Commissione
- Lombardia – VIII Commissione
- Marche – II Commissione
- Molise – II Commissione
- Piemonte – III Commissione
- Puglia – IV Commissione
- Sardegna – V Commissione
- Sicilia – III Commissione
- Toscana – II Commissione
- Trentino Alto-Adige – III Commissione Provincia Autonoma di Trento
- Umbria – II Commissione
- Valle d’Aosta – III Commissione
- Veneto – III Commissione
