BIT 2026, il turismo riparte tra sostenibilità, innovazione e nuove esperienze
A cura di Silvia Bernini, Presidente di Penisola Verde – Agriturismi AIC
Alla fiera emerge un settore in evoluzione: cresce la domanda di esperienze autentiche e sostenibili; il viaggio resta priorità, tra conoscenza e scambio culturale.
La Borsa Internazionale del Turismo torna protagonista e si conferma uno degli appuntamenti più rilevanti per il comparto travel a livello nazionale e internazionale, non solo come fiera di settore ma come vero e proprio osservatorio privilegiato sulle trasformazioni in atto nel mondo dei viaggi. Alla BIT si incontrano operatori, enti del turismo, compagnie aeree, tour operator, strutture ricettive, startup innovative e delegazioni provenienti da tutto il mondo: qui si costruiscono relazioni, si siglano accordi, si definiscono strategie e soprattutto si comprende con chiarezza la direzione che sta prendendo il turismo in una fase di profondo cambiamento. Tra i trend più evidenti emersi in questa edizione spicca il consolidamento del turismo esperienziale: non è più sufficiente visitare una destinazione, il viaggiatore contemporaneo ricerca autenticità, coinvolgimento e relazione con il territorio, scegliendo attività immersive come corsi di cucina con chef locali, vendemmie, trekking guidati alla scoperta di tradizioni e racconti identitari, visite a botteghe artigiane e percorsi nelle comunità locali; il viaggio si trasforma così in esperienza personale, memoria condivisa e valore culturale.
In questo contesto gli agriturismi assumono una prospettiva sempre più strategica: oltre a intercettare la domanda di autenticità e contatto con la natura, possono valorizzare le produzioni locali e i percorsi esperienziali legati all’enogastronomia e alle attività rurali. La BIT evidenzia come queste strutture possano rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali, anche grazie a strumenti di digitalizzazione e promozione online, partecipando a reti territoriali integrate con cammini, ciclovie e itinerari culturali. Al tempo stesso, gli agriturismi possono accedere a fondi e incentivi legati alla sostenibilità, alla transizione ecologica e all’innovazione, rafforzando la loro competitività e contribuendo allo sviluppo di un turismo rurale responsabile e diffuso.
Centrale è anche il tema della sostenibilità, ormai elemento strutturale dell’offerta turistica e non più semplice leva promozionale: i viaggiatori chiedono strutture eco-friendly, mobilità a basso impatto, percorsi slow e attenzione concreta alla tutela ambientale, mentre le destinazioni investono in energie rinnovabili, salvaguardia del paesaggio e valorizzazione di borghi e aree interne, promuovendo un modello di turismo responsabile capace di garantire equilibrio tra flussi turistici e qualità della vita dei residenti. Si rafforza inoltre la tendenza alla destagionalizzazione, con primavera e autunno che diventano periodi privilegiati per viaggiare grazie a condizioni climatiche favorevoli, minore affollamento e maggiore accessibilità economica, consentendo alle destinazioni di distribuire i flussi lungo un arco temporale più ampio e in modo più sostenibile.
L’Italia si presenta alla BIT 2026 con proposte innovative e mirate: le Regioni puntano su cammini, ciclovie, percorsi naturalistici e turismo lento, cresce il comparto enogastronomico con la valorizzazione di prodotti tipici, cantine e ospitalità rurale, si consolidano gli itinerari religiosi e culturali, le offerte legate ai grandi eventi sportivi, il turismo del benessere e quello termale, mentre le città d’arte restano un pilastro dell’offerta nazionale affrontando la sfida della gestione sostenibile dei flussi secondo il paradigma della qualità più che della quantità.
La dimensione internazionale dell’evento conferma un mercato sempre più interconnesso: dall’Europa all’Asia, dall’Africa alle Americhe, numerose destinazioni presentano nuove rotte aeree, investimenti e strategie di sviluppo, con un crescente interesse verso il Medio Oriente, il Nord Europa, il turismo naturalistico africano e i grandi itinerari culturali asiatici. Alla BIT emerge anche il nuovo profilo del viaggiatore: accanto alle famiglie, alla ricerca di sicurezza e servizi dedicati, si affermano i nomadi digitali che combinano lavoro da remoto e permanenze prolungate, i giovani orientati verso esperienze autentiche e sostenibili, e una fascia over 60 in crescita, con tempo a disposizione e capacità di spesa, interessata a viaggi culturali e organizzati di qualità; il viaggio non è più soltanto vacanza ma occasione di crescita personale, benessere e apprendimento.
Determinante è il ruolo dell’innovazione tecnologica: l’intelligenza artificiale consente di personalizzare le offerte, le piattaforme digitali migliorano la gestione delle prenotazioni e dei flussi, nei musei e nei siti archeologici si sperimentano soluzioni di realtà aumentata per esperienze immersive, mentre le strutture ricettive investono in digitalizzazione e servizi smart, senza che la tecnologia sostituisca il fattore umano ma piuttosto lo valorizzi rendendo l’esperienza più efficiente e personalizzata. Il turismo si conferma così uno dei principali motori economici del Paese, capace di generare occupazione, indotto e opportunità per territori che rischierebbero la marginalità, e la BIT rappresenta un momento strategico per attrarre investimenti e rafforzare partnership internazionali; le prospettive per i prossimi mesi appaiono positive, con attese di crescita della domanda e dei flussi internazionali verso l’Italia e una sempre maggiore attenzione alla qualità dell’offerta.
Al di là dei numeri, tuttavia, emerge un dato significativo: il viaggio resta una priorità per le persone, non solo come esperienza di svago ma come strumento di conoscenza, incontro e scambio culturale, confermando che il futuro del settore passa attraverso sostenibilità, innovazione e centralità dell’esperienza umana, in un equilibrio tra sviluppo economico e rispetto dei territori.
