Zootecnia, Santoianni: “La strategia UE riprende priorità indicate da AIC. Ora servono politiche adeguate alla realtà dei nostri allevatori”

Roma, 8 luglio 2026 – “La strategia europea per il settore zootecnico affronta diversi nodi che AIC aveva segnalato nel proprio contributo alla Commissione europea. Il punto, ora, è trasformare questo impianto in politiche adeguate alla realtà dei nostri allevatori”.


Lo dichiara Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando l’adozione della Strategia UE per un settore zootecnico forte e resiliente.


“Nel documento presentato alla Commissione – prosegue Santoianni – avevamo indicato la necessità di una visione che tenesse insieme competitività, sostenibilità, redditività e radicamento territoriale. Tra le proposte avanzate: rafforzamento delle organizzazioni di produttori, compensazioni rapide in caso di epizoozie, investimenti per biosicurezza e benessere animale, sistemi digitali di monitoraggio sanitario e riduzione degli oneri amministrativi”.


Per AIC è importante anche il riferimento alla reciprocità internazionale. “Il richiamo esplicito nel piano è senz’altro un passaggio positivo e necessario. Occorre rafforzare controlli e audit per i prodotti importati”.


Santoianni sottolinea inoltre l’approccio sul benessere animale: “Il miglioramento degli standard è un obiettivo condivisibile, ma deve essere accompagnato da gradualità, proporzionalità, tempi adeguati e sostegno finanziario. Senza questi elementi, la transizione rischia di trasformarsi in un costo non sostenibile per molte aziende”.


“Altro punto importante – aggiunge – il collegamento con il Piano proteine e il Piano fertilizzanti: la zootecnia può contribuire alla riduzione della dipendenza da input importati attraverso la fertilizzazione organica, la gestione dei nutrienti, la tutela del suolo e un uso più efficiente delle risorse idriche”.


“Resta centrale il tema della filiera – conclude Santoianni –. Per dare prospettiva agli allevatori servono contratti più trasparenti, rafforzamento delle organizzazioni di produttori e maggiore equilibrio nella formazione dei prezzi. Solo così la strategia potrà incidere davvero su reddito, stabilità e continuità produttiva della zootecnia europea”.