Siccità al Sud: Santoianni (AIC) “L’agricoltura attende urgentemente strumenti certi per affrontare una sfida strutturale”
Roma, 23 luglio 2025 – Il termometro sale e le riserve idriche scendono: con l’estate ormai alle porte, il Sud Italia si trova di nuovo in sofferenza. Tre inverni con precipitazioni al di sotto della media hanno ridotto le scorte d’acqua destinate a campi, allevamenti e industrie, determinando un’emergenza che non può più essere rinviata.
In Basilicata, la situazione inizia a farsi critica anche per alcune imprese della Valbasento, dove la mancanza d’acqua sta incidendo sull’operatività di settori strategici come l’agroalimentare, la chimica e la meccanica. Si attende ora l’attivazione della procedura per il riconoscimento dello stato di emergenza e la convocazione di un tavolo nazionale per garantire un’azione tempestiva e coordinata.
Anche in Sicilia, la crisi idrica conferma quanto sia urgente rafforzare la gestione della risorsa acqua. In particolare, rimettere in piena efficienza i Consorzi di bonifica e irrigazione può rappresentare un passo decisivo per garantire servizi fondamentali al mondo agricolo, in un’ottica di autogoverno, sostenibilità e sviluppo rurale.
“Il perdurare della crisi idrica non è solo un problema locale – dichiara il presidente AIC Giuseppino Santoianni- ma coinvolge l’intera filiera agroalimentare nazionale, pesa sui prezzi e mette a rischio la sicurezza alimentare”.
Industria, commercio e consumatori guardano con preoccupazione alla situazione.
“Senza acqua, possono saltare contratti e posti di lavoro – sottolinea con forte preoccupazione Santoianni – e l’agricoltura può riuscire a reggere l’urto, ma non può farlo da sola: servono infrastrutture, decisioni rapide e Consorzi pienamente operativi. Perché senza acqua non si produce, non si lavora, non si cresce”.
“La nostra Associazione che raccoglie circa 35.000 aziende del settore rappresenta le realtà più piccole e meno strutturate ma, spesso, le più affidabili perché sono rette da famiglie che vivono dei propri sacrifici e a rimetterci sono in prima persona”, spiega Santoianni.
“Pertanto la loro situazione rappresenta un campione del settore a livello nazionale che realisticamente ci dice come stanno le cose e ci fa puntare su richieste minime ma essenziali cui governo e istituzioni non possono ignorare ed è tempo di agire prima che i danni siano irreversibili”, aggiunge il presidente di AIC.
