Santoianni (AIC): “Serve piano Ue per internazionalizzazione e compensazioni, rischio trade diversion”
Roma, 28 luglio 2025 – “In attesa di conoscere i dettagli dell’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti, riteniamo che una delle migliori forme di sostegno che l’Europa possa offrire ai settori potenzialmente coinvolti sia quella di prevedere sin da ora investimenti mirati per l’internazionalizzazione delle imprese agricole verso nuovi mercati” – dichiara in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, commentando l’intesa annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con il presidente statunitense Donald Trump.
“Il bilanciamento degli accordi si misura nei dettagli – prosegue Santoianni – ma non possiamo permetterci di attendere le prevedibili e ulteriori evoluzioni legate alla fase di implementazione. Il nuovo assetto tariffario, combinato con un contesto valutario sfavorevole, rischia di produrre effetti significativi su alcune filiere agroalimentari”. Dall’inizio della presidenza Trump, il dollaro ha perso circa il 13% rispetto all’euro, riducendo la competitività dei prodotti europei sul mercato statunitense: sommando dazi e svalutazione, l’onere complessivo per molte imprese italiane può arrivare fino al 21%.
Secondo l’AIC, l’Italia – che nel 2024 ha esportato beni agroalimentari per oltre 8,3 miliardi di euro verso gli Stati Uniti – ha il dovere di consolidare la propria proiezione internazionale. “È quindi necessaria l’adozione di un piano europeo integrato che, oltre a prevedere adeguate compensazioni per i comparti penalizzati, accompagni le aziende agricole nella diversificazione delle destinazioni dell’ export, rafforzando la loro presenza sui mercati internazionali e coordinandosi con il piano d’azione per l’export previsto a livello nazionale” sottolinea il presidente di AIC.
“Ci troviamo di fronte all’ennesima sfida che impone risposte multilivello e un impegno condiviso – conclude Santoianni –. Ogni leva disponibile deve contribuire alla costruzione di un sistema commerciale più resiliente: servono interventi ambiziosi per consolidare il mercato unico e una strategia di lungo periodo, anche alla luce del fenomeno del trade diversion, che potrebbe accentuare la pressione sul mercato europeo e rendere più complessa la definizione di nuovi accordi commerciali. È essenziale tutelare la competitività dell’agricoltura europea, che rappresenta una delle principali fonti di valore dell’export dell’Unione”.
