Santoianni (AIC): “Nella manovra 2026 misure utili, ma senza scelte strutturali resta difficile programmare”
Roma, 29 dicembre – «La Legge di Bilancio 2026 si conferma prudente e pragmatica: contiene misure utili e in continuità con quelle degli anni precedenti, ma nessun passo audace e determinante per incidere sul settore agricolo con interventi capaci di offrire una visione di medio-lungo periodo alle imprese, rendendo complicato programmare investimenti e scelte strategiche». Lo afferma in una nota Giuseppino Santoianni, presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), commentando il contenuto della Legge di Bilancio, approvata dal Senato e alla vigilia del voto finale della Camera dei deputati.
Tra gli elementi positivi, Santoianni evidenzia «la proroga, al 2026, della sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita, una scelta coerente con l’esigenza di sostenere l’innovazione, la produttività e la resilienza delle produzioni agricole», così come «gli interventi legati alla stabilizzazione del lavoro occasionale, che rappresentano un primo passo su un tema strutturale come quello del reperimento della manodopera».
«Rilevante anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini – aggiunge Santoianni – e l’introduzione di contributi a tasso agevolato per investimenti in nuovi macchinari, impianti, attrezzature e strumenti che continuano a sostenere le imprese agricole più virtuose. Positivo, inoltre, l’intervento che ha scongiurato la sospensione delle compensazioni fiscali tra crediti d’imposta e debiti contributivi, previdenziali e assicurativi, evitando un impatto negativo sulle aziende che hanno investito in innovazione e sostenibilità».
«Sottolineiamo, tuttavia, l’assenza di alcune misure che avevamo indicato come centrali – spiega Santoianni – a partire dal mancato ripristino dell’esonero contributivo per coltivatori diretti e imprenditori agricoli under 40: una misura che continuiamo a ritenere essenziale per sostenere il ricambio generazionale, contrastare lo spopolamento delle aree interne e rafforzare la base produttiva del settore».
Analoga valutazione riguarda la fiscalità agricola.
«La proroga dell’esenzione IRPEF sui redditi dominicali e agrari è una misura positiva, che garantisce continuità e liquidità alle imprese ma – precisa il presidente di AIC – rimane irrisolta l’esigenza di rendere strutturale questo intervento, superando la logica delle proroghe annuali».
«Infine, il rifinanziamento della ZES agricola è indubbiamente un segnale positivo, sebbene la limitata dotazione finanziaria ne comprima l’impatto e ne riduca la capacità di incidere sullo sviluppo delle aziende agricole», conclude il presidente dell’AIC.
