Santoianni (AIC): “Il marchio biologico italiano è un passo avanti per dare valore agli agricoltori, rafforzare i redditi e contrastare le pratiche sleali”
Roma, 25 settembre 2025 – “Il nuovo marchio nazionale ‘Biologico italiano’, presentato dal Masaf in occasione della Giornata europea del Biologico, potrà diventare un vero segno distintivo che unisce qualità, sicurezza alimentare e legame con i territori – dichiara il presidente dell’AIC Giuseppino Santoianni – ed è una scelta che può rafforzare il reddito degli agricoltori, contrastare la concorrenza sleale dei paesi terzi e sostenere una domanda interna che vale già 3,96 miliardi di euro nella sola grande distribuzione”.
Santoianni richiama anche la questione della classificazione dei terreni bio, attualmente pari al 20% della superficie agricola nazionale: “Secondo i dati Sinab, una quota significativa delle superfici bio è costituita da pascoli o colture foraggiere. È giusto riconoscere il ruolo ambientale di queste superfici, ma per rafforzare la filiera resta fondamentale introdurre meccanismi premianti per chi coltiva e porta sul mercato prodotti certificati, generando valore e occupazione”.
Guardando al futuro e all’obiettivo dell’Agenda 2030 di portare al 25% i terreni agricoli europei in biologico, l’AIC chiede che il lancio del marchio sia accompagnato da una vera strategia di comunicazione nazionale: “Serve un’opera di educazione e sensibilizzazione capace di spiegare al consumatore le caratteristiche del biologico, con campagne pubblicitarie mirate, eventi fieristici ad hoc, percorsi nelle scuole e programmi divulgativi sui media. È necessario anche rafforzare i controlli contro le pratiche commerciali sleali e prevedere ulteriori incentivi per le imprese che investono in sostenibilità innovazione, digitalizzazione e. Solo così il marchio biologico italiano potrà diventare una leva per lo sviluppo dei territori e per un’agricoltura più giusta e competitiva”, conclude Santoianni.
