Prezzo latte, Fumagalli: A 47 centesimi è emergenza, serve aprire a nuovi scenari
Roma, 30 marzo 2026 – «Il prezzo del latte sceso da 60 a 47 centesimi rappresenta una vera e propria emergenza per il comparto zootecnico. È una batosta pesantissima per i nostri allevatori, già alle prese con costi elevati e margini ridotti. Siamo consapevoli che non si tratta di puntare il dito contro l’industria: il mercato è complesso. Tuttavia, oggi manca una presa di posizione forte e condivisa», così Giuseppe Fumagalli, Responsabile Zootecnia di AIC Nazionale, commentando il recente accordo sul prezzo del latte vaccino alla stalla, fissato a 47 centesimi al litro (+IVA) per il trimestre aprile-giugno 2026.
«Come AIC abbiamo portato proposte concrete al Ministero, ma ad oggi non sono state prese in considerazione», continua Fumagalli. «Sul tema dell’eccesso di produzione possiamo condividere alcune analisi, ma manca una visione più ampia. Non basta gestire le eccedenze: serve aprire nuovi scenari per il latte italiano», prosegue.
«L’Italia importa ogni anno circa 7 miliardi di euro di latte in polvere, la cui provenienza spesso presenta interrogativi sul piano della tracciabilità. E allora ne poniamo uno noi: perché non costruire una filiera interna capace di valorizzare il nostro prodotto anche in questi segmenti?», sottolinea.
«Per questo chiediamo al Ministro Lollobrigida di rafforzare il tavolo già operativo con allevatori, industria e distribuzione. I consumi calano ed è il momento di allargare la partecipazione. AIC ribadisce in tal senso la sua disponibilità a un confronto serio con il Governo per la sostenibilità del comparto», conclude Fumagalli.
