Olio, Santoianni (AIC): cresce preoccupazioni su importazioni a basso costi, bene rafforzamento controlli ICQRF

Roma, 1° aprile ’26. – «L’incremento delle importazioni a basso costo di olio d’oliva dall’estero è un segnale che non può essere sottovalutato, perché rischia di comprimere ulteriormente i margini degli olivicoltori italiani, già esposti a costi di produzione elevati ed a rincari che, solo nell’ultimo mese, hanno superato i 200 euro ad ettaro per gli uliveti, in un contesto di crescente instabilità dei mercati». Lo afferma in una nota il presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori, Giuseppino Santoianni.

«In questo contesto – prosegue – è essenziale il lavoro svolto dall’ICQRF, che con il rafforzamento del Registro telematico dell’olio d’oliva introduce strumenti concreti per garantire una tracciabilità più rigorosa e una maggiore trasparenza nelle movimentazioni, in particolare per gli oli in regime di traffico di perfezionamento attivo».

«I numeri confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione: nel 2024 l’attività dell’ICQRF ha superato i 54mila controlli, con un’incidenza di irregolarità che nel comparto oleario arrivano fino al 20% dei campioni analizzati. È evidente che il settore resta esposto a pratiche elusive e fraudolente che richiedono un presidio costante».

«Allo stesso tempo – aggiunge Santoianni – è necessario restare vigili: il fenomeno dell’italian sounding e delle pratiche ingannevoli è sempre pronto a insinuarsi nelle maglie del mercato, depredando valore al vero Made in Italy e minando la fiducia dei consumatori. Per questo, occorre rafforzare ulteriormente i controlli lungo tutta la filiera e garantire una piena applicazione del principio di reciprocità nelle importazioni».

«Difendere l’olio italiano – conclude – significa tutelare un patrimonio economico, culturale e territoriale che non può essere sacrificato a logiche di prezzo o a dinamiche opache: insieme ai controlli servono regole chiare e una responsabilità condivisa lungo tutta la filiera».