Made in Italy: Santoianni, tensioni internazionali creano preoccupazioni, difendere qualità e resilienza delle imprese agroalimentari

Roma, 15 aprile 2026 – «In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche e a quasi un anno dall’aumento delle barriere tariffarie, la preoccupazione per l’export delle nostre eccellenze è concreta: spedizioni ferme, clienti in attesa e un danno economico che rischia di aggravarsi. Dobbiamo difendere qualità e distintività, che rendono l’agroalimentare un pilastro del Made in Italy e un fattore di resilienza della nostra internazionalizzazione».
Lo afferma in una nota il presidente dell’Associazione Italiana Coltivatori (AIC), Giuseppino Santoianni, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy.
«L’agroalimentare è una delle 5A del Made in Italy e rappresenta un pilastro identitario del Paese. L’Italian sounding, che nel 2025 ha registrato un valore di oltre 70 miliardi di euro, con imitazioni in crescita del 15% negli USA, continua a sottrarre valore alle nostre produzioni», prosegue. «Tra questi il vino, uno dei principali ambasciatori del Made in, che richiamiamo proprio oggi mentre si conclude a Verona il Vinitaly: una filiera importante – l’Italia è tra i primi produttori a livello mondiale con oltre 40 milioni di ettolitri – già esposta all’impatto dei dazi e che insieme all’aumento dei costi incide sulla sostenibilità economica delle nostre imprese».
«In questo contesto, la crescente domanda internazionale di autenticità è un’opportunità da cogliere. Gli ultimi dati del Forum Ambrosetti ci dicono che mercati importanti come Cina, Giappone e Canada apprezzano sempre più le nostre eccellenze. Anche in ragione di questa attrattività – conclude – difendere il Made in Italy significa: garantire trasparenza nei controlli, qualità e fiducia dei consumatori, ma anche rafforzare la resilienza geoeconomica delle nostre imprese sui mercati internazionali».