Caldo nei campi, Santoianni: “Prevenzione e innovazione per tutelare il lavoro agricolo”

Roma, 1 luglio 2026 – “Di fronte a ondate di calore sempre più intense e persistenti – osserva Santoianni – la sicurezza nei campi non può essere affrontata solo con misure emergenziali. Occorre una gestione più evoluta della giornata lavorativa, capace di coniugare tutela della salute, continuità produttiva e sostenibilità delle imprese”.

Così Giuseppino Santoianni, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, commenta la morte del bracciante agricolo di 55 anni avvenuta a Borgocarbonara, nel mantovano, mentre era impegnato nella raccolta delle angurie. Tra le ipotesi al vaglio degli accertamenti vi è quella di un malore legato al caldo.

“Quanto accaduto è solo un’ultima triste conferma di come il lavoro nei campi sia sempre più esposto ai rischi legati alle alte temperature con un caldo estremo che ora dura di più, anche fino a 4 ore al giorno. Per questo può fare la differenza incentrare le attività sulla previsione del rischio capace di ridurre gli infortuni anche del 40 per cento”.

Secondo AIC, le ordinanze regionali che sospendono le attività agricole nelle fasce orarie più esposte rappresentano “un segno di civiltà” e vanno “nella direzione giusta”. Tuttavia, sottolinea Santoianni, “la persistenza di temperature elevate lungo l’intero arco della giornata impone un salto di qualità nella prevenzione. Bisogna partire dalla formazione dei lavoratori e attenzionare la valutazione dello stress termico, oltre che garantire pause regolari in aree ombreggiate e disponibilità costante di acqua”.

“Il lavoro agricolo – conclude Santoianni – garantisce ogni giorno il cibo sulle nostre tavole e merita la massima attenzione e tutela. Accanto alle regole è necessario accelerare sull’adozione di strumenti di agricoltura 4.0 quali la meccanizzazione intelligente da remoto che riduce l’esposizione diretta dei lavoratori nelle ore più critiche. L’innovazione non è solo competitività: è anche sicurezza”.