AIC Pesca incontra il Commissario europeo Costas Kadis. Amoroso: “Incontro positivo, UE più vicina alle marinerie
Bruxelles, 3 giugno 2026 – Il Presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, ha incontrato nella giornata di ieri a Bruxelles, insieme a una delegazione dell’Associazione Italiana Coltivatori, il Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto diretto sulle principali priorità del comparto ittico italiano ed europeo, con particolare attenzione al futuro delle marinerie, alla tutela delle imprese della pesca e al ruolo delle comunità costiere nel quadro delle politiche europee.
Nel corso del colloquio, AIC Pesca ha sottoposto all’attenzione della Commissione europea una serie di proposte sul rafforzamento della pesca europea e delle comunità costiere: dal ricambio generazionale alla valorizzazione della pesca artigianale e su piccola scala, dalla competitività del mercato alla necessità di una vera diplomazia del mare nel Mediterraneo, fino al tema dei costi energetici, della decarbonizzazione realistica del settore e del futuro bilancio europeo dedicato alla pesca.
«Abbiamo chiesto al Commissario Kadis di lottare per un’Europa più vicina alle marinerie: più attenta al lavoro, alla competitività delle imprese e al futuro delle comunità costiere», dichiara il Presidente di AIC Pesca, Tra i temi quello del ricambio generazionale, indicato da AIC Pesca come una priorità non più rinviabile. L’invecchiamento della forza lavoro, gli elevati costi di ingresso, le difficoltà di accesso al credito e la complessità normativa rischiano infatti di compromettere la continuità di molte marinerie italiane ed europee.
«Senza giovani, il nostro settore è destinato a scomparire. Servono strumenti europei dedicati alla formazione, all’accesso al credito, all’affiancamento tra generazioni e alla valorizzazione di un mestiere che custodisce competenze, identità e sicurezza alimentare», prosegue Amoroso.
Al centro del confronto anche la proposta di rafforzare una vera diplomazia del mare nel Mediterraneo, capace di affrontare le asimmetrie competitive tra flotte europee e flotte dei Paesi terzi, promuovere accordi bilaterali più efficaci, garantire condizioni di concorrenza eque e costruire una governance condivisa degli stock ittici.
«Nel Mediterraneo non possiamo chiedere solo ai pescatori europei di rispettare regole stringenti, mentre altri operatori pescano sugli stessi stock senza vincoli equivalenti. La sostenibilità deve valere per tutti, altrimenti diventa uno svantaggio competitivo per chi rispetta le regole», sottolinea il Presidente di AIC Pesca.
Nel corso dell’incontro, AIC Pesca ha richiamato anche la necessità di una gestione più stabile e coordinata dei crostacei di profondità, con particolare riferimento agli stock condivisi nel Mediterraneo.
«È necessario costruire un programma di gestione a lungo termine per i crostacei di profondità, attraverso un’autorità sovranazionale di governance e monitoraggio sul modello già sperimentato per i grandi pelagici. Solo così si può garantire un controllo reale degli stock condivisi e superare l’attuale frammentazione gestionale», evidenzia Amoroso.
Accanto a questo, AIC Pesca ha posto il tema della maggiore flessibilità operativa per la flotta d’altura autorizzata a operare in alto mare, al di fuori delle acque territoriali.
«Occorre superare la rigidità delle attuali sotto-aree marine, introducendo criteri di mobilità più flessibili per le unità autorizzate alla pesca d’altura. Una migliore distribuzione dello sforzo di pesca può ridurre la pressione sui bacini costieri, favorire la sostenibilità biologica ed economica della piccola pesca e tutelare, allo stesso tempo, la redditività della flotta d’altura», aggiunge il Presidente di AIC Pesca.
AIC Pesca ha inoltre richiamato l’esigenza di preservare, nel futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, un perimetro riconoscibile e adeguato per il sostegno alla pesca, all’acquacoltura e alle comunità costiere, evitando che le risorse destinate al comparto vengano disperse all’interno di strumenti troppo generali.
«La pesca deve restare visibile nel bilancio europeo. Chiediamo risorse chiare, accessibili e proporzionate, perché le piccole imprese, le Organizzazioni di Produttori e le comunità costiere possano partecipare concretamente alla transizione del settore», aggiunge Amoroso.
L’incontro con il Commissario Kadis consolida il percorso di dialogo con le istituzioni avviato da AIC Pesca, nella prospettiva di una Europa più vicina alle esigenze reali delle marinerie.
