L’AIC è una organizzazione di categoria che trae le sue origini dall’area del movimento contadino socialista. Nasce il 9 ottobre del 1969. La storia dell’AIC annovera nomi autorevoli come quello di Gian Matteo Matteotti e, in un contesto sociale che ha visto evolvere e sconvolgere decisamente il significato di “ruralità”, ha conquistato e può vantare una progressiva crescita grazie all’ampio ventaglio di iniziative intraprese nel corso degli anni. L’AIC opera su tutto il territorio nazionale (su base regionale, interprovinciale, provinciale, zonale e comunale) associando direttamente, ed attraverso le proprie Organizzazioni, più di 130.000 associati. Forniamo assistenza e garantiamo servizi fiscali, sindacali e di consulenza sia attraverso l’Organizzazione stessa, sia attraverso gli organismi e le società in cui si articola.

Quest’anno AIC compie 50 anni!

Quest’anno AIC compie 50 anni! Siamo stati in prima linea durante le stagioni di battaglie in favore dei diritti degli agricoltori italiani, distinguendoci per le opere di sensibilizzazione e d’informazione sulle più pressanti tematiche sociali legate al lavoro agricolo. Abbiamo accompagnato le trasformazioni sociali del Paese, contribuendo all’evoluzione del mondo agricolo attraverso iniziative in campo legislativo, l’attività contrattuale e quella di tipo economico-associativo, nonché l’assistenza fiscale e sociale che negli anni ha reso l’AIC un punto di riferimento nazionale per questi servizi.

Oggi l’associazione opera su tutto il territorio nazionale, associando attraverso le proprie organizzazioni più di 130.000 iscritti. Le sfide da affrontare sono tante. “Sostenere le eccellenze italiane nell’attuale mondo globalizzato è un nostro impegno quotidiano” – sottolinea il Presidente Giuseppino Santoianni. “Difendere e promuovere il made in Italy non è solo un impegno patriottico, è una battaglia giusta a fianco dell’eccellenza. I coltivatori italiani credono nella qualità, investono in filiere sostenibili, valorizzano i territori. Difendere questo modello è un impegno a favore dei prodotti italiani, ma è anche un convinto appello politico al resto d’Europa e ai partner WTO a rispettare e valorizzare il modello italiano come punto di riferimento ideale per i loro agricoltori. Il meglio che l’agricoltura può produrre a livello qualitativo, etico e sostenibile è reso realtà dai coltivatori italiani. Noi di AIC lo sappiamo bene perché tocchiamo con mano questo impegno da 50 anni. È un modello che costa fatica, perciò da esportare con orgoglio e difendere con decisione nelle sedi europee e internazionali” – sottolinea Santoianni. “AIC continua il suo impegno a sostegno dei piccoli coltivatori, spesso in aree svantaggiate e soggette a spopolamento, rinnovando gli strumenti che mette loro a disposizione per rafforzarli nelle rinnovate sfide che affrontano oggi”.