Associazione Italiana Coltivatori
ORGANIGRAMMA
Si è concluso sabato 12 dicembre a Pilinga di Gasperina (CZ), il Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, con l’elezione all’unanimità del Presidente Giuseppino Santoianni.
L’Assemblea Congressuale ha inoltre eletto la Direzione nazionale, il Collegio dei Probiviri e nominato il Collegio Sindacale. Seduta stante, la Direzione nazionale ha eletto i Vice-presidenti, il Segretario Amministrativo e la Giunta Esecutiva.
Di seguito l’organigramma dell’Associazione Italiana Coltivatori:
PRESIDENTE NAZIONALE
Santoianni Giuseppino
VICEPRESIDENTE VICARIO
Petrilli Raffaele
VICEPRESIDENTE
Begani Brenno
SEGRETARIO AMMINISTRATIVO
Bochicchio Rocco
GIUNTA ESECUTIVA
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DIREZIONE NAZIONALE
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COLLEGIO SINDACALE
Cerilli Nicoletta
Costanzo Anna
Pignataro Carmine
COLLEGIO DEI PROBIVIRI
D’Elia Fabio
Longo Saverio
Tetro Angelo
I lavori dell’Assemblea Congressuale sono iniziati venerdì 11 dicembre con la relazione del Presidente nazionale Giuseppino Santoianni. Nel suo discorso, Santoianni lancia un allarme: “L’agricoltura sta attraversando un momento di grave crisi. C’è bisogno di una svolta radicale nelle politiche agricole comunitarie, nazionali e regionali. La nostra agricoltura presenta ancora numerosi punti di debolezza che le impediscono di elaborare strategie per una sua più efficace valorizzazione. La sua ancora elevata frammentazione e polverizzazione, la sua bassa produttività, il suo forte individualismo che ostacola forme concrete di associazionismo e cooperazione, la scarsissima presenza nella fase di distribuzione e commercializzazione, rappresentano, ora come anni addietro, alcuni tra gli ostacoli più grandi per il suo sviluppo. Sviluppo che potrà partire solo se tutto il settore agro-alimentare coglierà le opportunità che ancora le derivano dalla sua forte vocazionalità. La riscoperta del tema della ruralità come categoria più ampia dell’agricoltura moderna, che tende a diversificarsi e ad ampliare le sue potenzialità per andare incontro alle diverse esigenze, conferma la posizione prioritaria mantenuta dall’impresa agricola nella dimensione rurale. Sotto quest’aspetto, il nostro Paese ha innumerevoli possibilità per favorire uno sviluppo rurale nel senso più ampio del termine, perché il suo territorio è costellato di prodotti che richiamano valori culturali di comunità locali, contribuiscono a evocare la memoria storica di intere aree rurali e sono frutto di esperienze consolidate nel tempo”.
Il Sindaco del Comune di Gasperina, per voce dell’Assessore Raspa presenta i propri saluti e porge i migliori auguri di buon lavoro.
Tra le autorità presenti, l’Assessore Provinciale all’Agricoltura di Catanzaro, Nicola Montepaone, manifesta la sua preoccupazione per una politica non sempre attenta alle problematiche del comparto agricolo. “C’è bisogno - continua l’Assessore - di un rapporto più collaborativo con le associazioni di categoria come la vostra, per costruire una linea comune che possa dare risposte concrete ai problemi dell’intero comparto”.
L’Assessore Regionale all’Agricoltura, Pietro Amato, rivolge la sua attenzione sull’aspetto della filiera. “Non è possibile che in tasca all’agricoltore su 1 euro ne vadano solo 17 centesimi. Spesso con questi soldi non si coprono nemmeno le spese di produzione. Questa condizione non può più essere sopportata; bisogna modificarla anche attraverso la vendita diretta, realizzando cooperative per valorizzare al meglio i nostri prodotti ed evitare la frammentazione della proprietà fondiaria”. Un altro aspetto fondamentale, continua l’Assessore, occorre investire nelle scuole perché è attraverso l’educazione che si valorizza la nostra cultura”.
Tra gli interventi segue quello del Presidente della Copagri, Franco Verrascina, anche lui critico verso un governo, nazionale e locale, disattento alle problematiche legate al mondo dell’agroalimentare. Queste le sue parole - “Il problema reale è che noi siamo in crisi e oggi la crisi reale è quella del prezzo. Noi abbiamo l’esigenza di fornire risposte concrete ai problemi degli agricoltori e credo che in questo momento, più che mai, serve la Copagri che ha il compito e il dovere di fare una proposta per la Politica Agricola Comunitaria del prossimo 2013. Continua dicendo - “E’ un quadro di assoluta straordinarietà: come detto, si parte già da una distribuzione iniqua del valore aggiunto prodotto dalla filiera ma oggi la situazione è drammatica. Il crollo verticale dei prezzi, fa sì che i ricavi non bastano più a coprire i costi produttivi e di gestione: dal 2003 a oggi il trend dei prezzi agricoli all’origine è nettamente il più basso rispetto non solo a quello dei prezzi al consumo, ma anche all’evoluzione dei prezzi di consumi intermedi, investimenti e del costo del lavoro”.
I lavori delle due giornate hanno toccato tutti gli argomenti del tema congressuale. Lo slogan “Agricoltura, salute e società: crocevia di sviluppo” ha puntato soprattutto su un'agricoltura sostenibile, che è il mezzo tramite il quale potremo garantire alle generazioni future la fruibilità del patrimonio ambientale e delle risorse naturali uniche, nella stessa misura in cui ne usufruiamo noi oggi. Ciò significa non solo promuovere le buone pratiche ambientali e la conservazione del paesaggio ma anche aumentare la competitività delle imprese agricole e fornire alle zone rurali una possibilità di sviluppo economico e di miglioramento delle condizioni di vita.
Proprio all’interno di questi percorsi innovativi si è sviluppato l’incontro tra il mondo dell’agricoltura e quello delle politiche sociali. Un incontro che si sta dimostrando fertile e che ha portato alla nascita della cosiddetta agricoltura sociale.
Se è vero che l’agricoltura sociale non è uno spazio ben definito, non si può negare che essa è piuttosto un modo di essere attuale, fatto di un insieme di scelte che portano il mondo rurale a concepire qualità di servizi e di relazioni da affiancare a beni e prodotti alimentari riproducendo un concreto modello di economia sostenibile.
Il Presidente Santoianni chiude il Congresso con i ringraziamenti a tutti i presenti per il grande lavoro svolto da tutte le Federazioni, e si augura come Associazione Italiana Coltivatori di dare un forte contributo nel costruire la nuova ruralità anche con questa capacità forte di alleanza strategica tra il lavoro associato, l'associazionismo e l'impresa profit che accetta di operare all'interno di una dimensione sociale dell'economia. Questo è il futuro, questo è il modo di creare nuovo lavoro. Questo è il problema e la grande opportunità: l'alleanza forte tra imprese che non operano soltanto nella logica della globalizzazione ma si preoccupano delle ricadute sociali della loro iniziativa. Qui c'è veramente una possibilità nuova di sviluppo dell'associazionismo professionale, anche nel settore agricolo. Questo tipo di alleanza si deve andare a giocare sul territorio, nella logica dei patti territoriali.