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Ogm, il Consiglio di Stato dice si
Le due agricolture italiane sono alla resa dei conti. La sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato da un agricoltore di Pordenone, impone al Ministero delle Politiche Agricole, entro 90 giorni, di autorizzare la coltivazione di Ogm ammesse dall’Ue. La sentenza afferma che l’Italia, in quanto Paese facente parte dell’Ue, deve accogliere le normative in materia, e che compete allo Stato stabilire i criteri con cui seminare gli Ogm.
In pratica i giudici amministrativi, ordinando di concludere il procedimento di istruzione e autorizzazione alla coltivazione di mais transgenico, disattendono l’iter tracciato dal decreto legislativo 212/2001 con il quale viene stabilito che la decisione spetta alle Regioni, essendo gli organi istituzionali competenti in materia agricola.
L’agroalimentare italiano si regge sul binomio qualità – territorio, non si può pensare che la salubrità dei nostri prodotti , legati alla cultura dei nostri Comuni, possa essere alterata per ragioni di convenienza economica. A questo si aggiunge il problema più importante che è l’effetto, ancora non accertato, delle conseguenze che gli Ogm possano avere sul nostro corpo.
Le parole del Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Coltivatori, Giuseppino Santoianni, sono chiare, “La scelta di dire no agli Ogm trova la sua ragion d’essere nel valore che da sempre l’AIC dà ai luoghi, alla tipicità del locale che deve essere preservato da ogni tentativo di omologazione realizzato dal mercato globale e dalla tecnoscienza; inoltre, un’agricoltura evoluta vicina ai consumatori deve fare scelte coerenti con i bisogni di sicurezza alimentare e ambientale rispettando il principio di precauzione”.
La battaglia sarà lunga, le lobby non hanno ancora vinto!
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L’agricoltura diventa business per i social games.
Tutti matti per l’agricoltura…almeno sul web è boom degli agro-internauti. Farmville è il gioco che sta spopolando in tutto il mondo su Facebook dove gli utenti gestiscono aziende agricole virtuali con allevamenti, semine e raccolti, il tutto rispettandone i tempi previsti e in forma imprenditoriale, onde evitare perdite di denaro.
I dati forniti dalla società americana ideatrice del gioco, la Zynga, parlano di 72 milioni di visitatori mensili e l’Italia si attesta con il 5% di partecipazioni al gioco, al quarto posto, dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Turchia.
Il gioco è gratis ed è per tutti, anche per chi non ha il pollice verde, ma la cosa importante è che presuppone disciplina, creatività, costanza e una chiara strategia. L’obiettivo dei contadini virtuali è di ampliare la loro attività e aumentare i punti così da passare ad un livello superiore che aumenta la capacità di investimento e di abbellimento della fattoria. Comportamenti premiati sono quelli di collaborazione e interazione con i confinanti, pulire il campo dei vicini, oppure lo scambio di regali, tutto ciò fa guadagnare soldi e aumenta i punti.
Ma perché questo successo planetario? È la strategia promozionale della società di produzione a fare la differenza o è l’irrefrenabile passione collettiva per lo stile di vita ed i valori culturali della campagna? Al tempo l’ardua sentenza…
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Contro il lavoro nero parte il piano di ispezioni nel Sud per 10mila aziende agricole
Al Consiglio dei Ministri che si è svolto il 28 gennaio a Reggio Calabria, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha presentato il piano straordinario di vigilanza contro le irregolarità in agricoltura. Dopo i fatti di Rosarno, nel mirino del piano le Regioni del Sud, dove il fenomeno del lavoro nero è più radicato. L’iniziativa prevede controlli in 10mila aziende agricole, 2000 in Calabria, 2500 in Campania, 3000 in Puglia e 2500 in Sicilia.
Le ispezioni saranno orientate in particolare verso il lavoro stagionale, il fenomeno del caporalato e le truffe ai danni dell’Inps.
Pronto il calendario dei controlli che programma per la Puglia (Foggia, Lecce e Taranto) ispezioni concentrate nel periodo di raccolta di carciofi, pomodori, verdure, pesche, angurie, uva, agrumi, olive e patate. Per la Calabria, nelle province di Cosenza, Crotone e Reggio Calabria, i controlli più intensi saranno per agrumi, patate, olive, finocchi, pesche e uva. In Campania (Caserta, Napoli e Salerno) le coltivazioni esaminate saranno patate, pomodori, fragole, pesche, susine, albicocche, olive, nocciole e tabacco. Infine per la Sicilia (Agrigento, Catania, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani) la verifica sarà su agrumi, uva e olive. |
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