“La manovra approdata al Senato conferma lo stop all’aumento dell’IVA, positivo per i produttori agricoli, che avrebbero visto innalzare i prezzi di macchinari, attrezzature e carburante; per l’industria, altrimenti alle prese con una crescita dei prezzi di alcuni prodotti base come barbabietole, latte e alcuni derivati, cereali, frutta, miele, olio, pollame, uova; per l’intero sistema per evitare un’ulteriore contrazione dei consumi. Bene anche sui giovani con gli sgravi contributivi per le nuove iscrizioni alla previdenza agricola e i distretti del cibo, rispetto ai quali confidiamo in un sostegno concreto allo sviluppo del territorio ed all’integrazione delle attività produttive locali”

Così il presidente di AGRI (Confederazione Agricola ed Agroalimentare), Pietro Minelli, in un commento sul Ddl di bilancio 2018, durante un incontro in Sardegna con gli associati del nuorese.

“Perpetrare l’aumento dell’IVA equivale a deprimere i consumi e l’economia. Occorre eliminare la spada di Damocle anche dopo il 2018, incognita che tiene sospesa la programmazione, soprattutto per le piccole e medie aziende, limitando un potenziale in evoluzione, come in Sardegna con la diversificazione, ad esempio ortofrutta e comparto suinicolo accanto al tradizionale ovicaprino, in reti d’impresa che rafforzano l’offerta. E proprio in Sardegna è benvenuto un contributo per l’impresa giovane. C’è bisogno di ricambio generazionale, c’è bisogno di innovare a partire dalle idee. I distretti del cibo trovano in questa regione terreno fertile, con la possibilità di integrare l’agroalimentare ad attività della tradizione sarda, al turismo ed alla cura e promozione del territorio”.