“In occasione di un incontro con i produttori associati ad AGRI (Confederazione Agricola ed Agroalimentare), tenutosi oggi ad Ancona al termine di una visita in diverse aziende delle Marche, il presidente confederale, Pietro Minelli, s’è soffermato sulla PAC.

“Il regolamento Omnibus – ha detto – può essere una premessa di una riforma ancora tutta da fare e rispetto alla quale non accettiamo che la brexit sia un alibi per il taglio delle risorse, come paventato dal Commissario Hogan. La spesa per la PAC non si tocca. L’Omnibus è apprezzabile per la conferma della tutela di chi vive di agricoltura, in materia di agricoltore attivo, la semplificazione sul greening, le modifiche nella gestione dei rischi, con la riduzione della soglia di indennità dal 30 al 20% e l’aumento del fondo dal 65 al 70%.

Sui giovani va bene raddoppiare il pagamento supplementare degli stati membri, ma la soglia minima della superficie di 25 ettari limita il beneficio per l’Italia per l’estrema varietà del territorio e le conseguenti caratteristiche aziendali. Sulle regole di mercato c’è un inizio di consolidamento e riequilibrio del potere contrattuale degli agricoltori nella filiera, ma siamo ancora lontani da paletti ben precisi che possano garantire coesione e forza al sistema agroalimentare, garantendo però l’equità e la giustizia economica per il ruolo della produzione agricola. Il rispetto e la competitività degli standard di sicurezza e qualità dei prodotti e l’etichettatura d’origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari – ha concluso Minelli – sono alcune delle questioni che sottolineiamo, considerando che la prima comunicazione della Commissione sulla riforma della PAC, avverrà a novembre”.