“In un libero mercato senza regole in cui molti Paesi possono speculare, dallo sfruttamento della manodopera fino a inesistenti standard di sicurezza alimentare ed alla concorrenza sleale ben vengano stimoli e determinazioni legislative per cambiare lo status quo. Apprezziamo le dichiarazioni del Presidente francese Macron e l’intento di modificare la definizione dei prezzi degli alimenti, fissando quelli al consumo in base ai costi delle aziende agricole, che in Francia come in Italia, sono ormai insostenibili per l’esiguo margine di ‘ricavo’ della vendita all’origine.

Lo ha detto il presidente di AGRI (Confederazione Agricola ed Agroalimentare) commentando le affermazioni del Presidente, Emmanuel Macron, durante un incontro con gli operatori del mercato all’ingrosso internazionale di Rungis, (Parigi). Nel mirino di Macron lo strapotere della grande distribuzione.

“Non si tratta di colpevolizzare la distribuzione – ha aggiunto Minelli – ma di cambiare le relazioni di filiera per creare un sistema agroalimentare compatto ed equilibrato in cui tutti, agricoltori in primis, possono trarre il giusto beneficio dal valore che si determina a valle. Aggiungiamo però contrarietà – ha concluso Minelli riferendosi alle parole di Macron – sulla fine dell’intervento pubblico e della PAC, politica tra le pochissime comuni dell’UE, che ha portato sviluppo nelle campagne e che non va assolutamente indebolita, ma anzi consolidata verso innovativi obiettivi”