10/10/2014

Un’importante novità nella programmazione 2014-2020 della nuova Pac è l’inserimento nel primo pilastro di un sostegno obbligatorio ai giovani agricoltori in aggiunta al pagamento di base. In particolare, potrà essere destinato a tale sostegno fino al 2 per cento del massimale nazionale previsto per i pagamenti diretti, corrispondente a 75 milioni di euro nel periodo 2015-2020.

I soggetti che potranno usufruire del sostegno sono le persone fisiche che non hanno più 40 anni, che si insediano per la prima volta in un’azienda in qualità di capo dell’azienda o che si siano già insediate nei cinque anni che precedono la prima presentazione di una domanda per aderire al regime del pagamento di base. Il sostegno è previsto per un periodo di cinque anni. Se l’insediamento è avvenuto precedentemente al 2015, il periodo in cui il beneficiario potrà ricevere il pagamento sarà proporzionalmente ridotto (se l’insediamento è avvenuto nel 2013, il giovane potrà ricevere il pagamento solo per tre anni). Da come è stato strutturato si evince chiaramente che si tratta di un sostegno volto ad accompagnare la fase iniziale della vita della nuova azienda.

Secondo quanto scelto dall’Italia, il pagamento è calcolato annualmente moltiplicando il numero di diritti attivati dall’agricoltore per il 25 per cento del valore medio dei diritti all’aiuto, di proprietà o in affitto, detenuti dall’agricoltore. L’Italia ha optato per questo metodo in quanto è quello che consentirebbe il maggior uso delle risorse. Il numero massimo di ettari ammissibili al pagamento è stato fissato pari a novanta.

In merito al massimale, l’Italia ha scelto di destinare al pagamento per i giovani l’1 per cento delle risorse, corrispondente alla quantità di risorse che presumibilmente verranno utilizzate con il metodo scelto (circa 1,02 per cento del massimale nazionale). In questo modo si eviterebbe una sottoutilizzazione delle risorse, che altrimenti tornerebbero nelle casse comunitarie. In caso di fabbisogni maggiori all’1 per cento, si potrà accedere alla riserva nazionale per destinare al sostegno un ulteriore 1 per cento del massimale nazionale. In questo modo è comunque garantita la disponibilità massima di risorse per i giovani agricoltori.

Il sostegno più importante, però, resta comunque quello previsto dal secondo pilastro. Anche nel secondo pilastro il giovane agricoltore viene identificato nelle persone fisiche di età non superiore ai 40 anni al momento della presentazione della domanda, che si insedia in qualità di capo azienda e che, in aggiunta a quanto previsto nel primo pilastro, possiede adeguate qualifiche e competenze professionali. Inoltre per poter accedere al sostegno, il giovane agricoltore deve presentare un piano di sviluppo aziendale la cui attuazione deve iniziare entro 9 mesi dalla data di decisione di concedere l’aiuto.

Per il sostegno ai giovani è inoltre necessario soddisfare il requisito di agricoltore attivo previsto nel primo pilastro. Tale requisito dovrà essere soddisfatto entro 18 mesi dalla data di insediamento. L’importo massimo del sostegno è pari a 70.000 euro per giovane agricoltore. L’importo potrà essere erogato in almeno due rate nell’arco di un periodo massimo di 5 anni. Le suddette rate possono essere decrescenti e il versamento dell’ultima rata è subordinato alla corretta attuazione del piano aziendale. Gli uffici territoriali dell’AIC sono a disposizione per ulteriori approfondimenti.